Il 20 aprile 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del Fondo per il sostegno alle imprese del turismo, previsto dalla Legge di Bilancio 2026. La dotazione è di 109 milioni di euro, tra contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, rivolti alle realtà del comparto turistico che vogliono investire in riqualificazione energetica, sostenibilità e digitalizzazione. Il provvedimento fissa il quadro di riferimento per il triennio 2026-2028.
A questo punto la Direzione Generale del Ministero del Turismo dovrà pubblicare l’avviso applicativo con modalità, modulistica e date di apertura dello sportello. Dal momento che il limite di tempo per tale operazione è di 30 giorni, è verosimile che il periodo da cerchiare sul calendario sarà tra maggio e inizio giugno 2026. La gestione dell’istruttoria sarà affidata a Invitalia.
Gli aspetti chiave del Bando Turismo 2026
Entriamo, ora, nei dettagli del bando per quanto riguarda la natura delle agevolazioni, i possibili target di riferimento, gli investimenti finanziabili e le tempistiche.
Dotazione e struttura delle agevolazioni
Le risorse messe a disposizione ammontano a 109 milioni di euro, suddivise tra:
- 59 milioni destinati ai contributi a fondo perduto;
- 50 milioni destinati ai finanziamenti agevolati.
Si tratta, infatti, di due forme di sostegno che si combinano per coprire il 100% degli investimenti da parte delle imprese. Chi presenta domanda può ottenere un contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro per progetto, più un finanziamento agevolato fino al 70% delle stesse spese. Il finanziamento è concesso a un tasso pari al 20% rispetto a quello di riferimento UE, ha durata massima di cinque anni e si rimborsa a rate semestrali.
È importante sottolineare fin da subito gli estremi del piano di investimento che un’impresa è chiamata a sostenere, compresi tra 1 e 15 milioni di euro.
Chi può accedere al bando
Possono presentare domanda gli operatori turistici identificati da codici ATECO specifici. L’elenco è, tuttavia, ampio e copre quasi l’intera filiera:
- Alloggi: alberghi, ostelli, rifugi e baite, bed and breakfast, campeggi, villaggi turistici, marina resort, aree attrezzate per veicoli ricreazionali;
- Ristorazione: ristoranti con e senza servizio al tavolo, catering per eventi;
- Servizi termali e wellness: centri termali, saune, bagni di vapore;
- Intrattenimento: parchi divertimento e tematici, discoteche, stabilimenti balneari;
- Eventi: organizzazione di convegni, fiere e congressi.
Sono ammesse anche le imprese non comprese nei codici elencati, purché attive da almeno tre anni e con un fatturato prevalentemente turistico.
Relativamente ai requisiti formali, saranno mandatori l’iscrizione al Registro delle Imprese con i codici ATECO ammissibili, la regolarità fiscale e contributiva e l’assenza di procedure concorsuali e sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Quali investimenti sono finanziabili
Il decreto individua cinque tipologie di intervento ammissibile:
- Efficienza energetica degli edifici: coibentazione, sostituzione dei serramenti, pareti ventilate, tetti verdi, sistemi di schermatura solare, caldaie ad alta efficienza, climatizzazione a zone, riduzione dei consumi idrici.
- Sostenibilità ambientale: impianti fotovoltaici, solari termici, pompe di calore, geotermico, sistemi di stoccaggio energetico, recupero delle acque piovane.
- Digitalizzazione degli edifici: cablaggio passivo interno, cablaggio strutturato per reti dati, infrastruttura a banda larga sulla proprietà, impianti di automazione per la gestione degli edifici, tecnologie di predisposizione all’intelligenza artificiale, sensoristica per l’efficientamento dei consumi.
- Riqualificazione di aree specifiche: piscine, impianti termali, wellness, centri congressi, strutture per eventi, ammodernamento per l’accessibilità.
- Acquisto o sviluppo di software, brevetti, licenze e know-how legati a digitalizzazione, destagionalizzazione, filiere turistiche e sostenibilità.
Per noi di Planetel i punti salienti sono, chiaramente, il terzo e il quinto. Attenzione però, perché la digitalizzazione diventa una voce qualificante anche quando non è il cuore dell’investimento. Prendiamo, ad esempio, il punto 1. Il decreto stabilisce che gli interventi di riqualificazione energetica devono integrare soluzioni finalizzate alla digitalizzazione, all’automazione e alla misurazione intelligente dei consumi. In altre parole, chi punta al bando per un intervento di efficienza energetica deve comunque prevedere una componente digitale dentro il piano.
Tempistiche e prossimi sviluppi
Con la pubblicazione in Gazzetta del 20 aprile, le tappe sono abbastanza definite e circoscritte.
Entro il 20 maggio 2026, ossia 30 giorni dalla pubblicazione, il Ministero del Turismo dovrà pubblicare l’avviso applicativo, che conterrà modalità di presentazione, criteri di valutazione, punteggi minimi e documentazione richiesta.
Nelle settimane successive all’avviso, Invitalia attiverà la piattaforma telematica per la raccolta delle istanze, accessibile con SPID, CIE o CNS.
Infine, gli investimenti approvati dovranno concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni, e comunque non oltre il 30 settembre 2028.
Le domande saranno valutate in base a una graduatoria, i cui criteri verranno dettagliati nell’avviso. Un punto da tenere a mente è che gli investimenti sono ammissibili solo se avviati dopo la presentazione della domanda. Pertanto, chi ha progetti in cantiere farà bene ad aspettare l’apertura dello sportello, perché le spese sostenute prima non verranno riconosciute.
Planetel: la digitalizzazione dentro il bando Turismo 2026
Il fatto che il decreto dedichi una tipologia specifica di investimento alla digitalizzazione e che richieda questa componente anche per altri interventi (come quelli di efficienza energetica), dice molto sulla necessità del settore di far fronte alle nuove sfide tecnologiche, nonché a un mercato europeo e internazionale sempre più competitivo, rispetto al quale siamo chiamati a rimanere in scia.
Per chi deciderà di presentare domanda, la scelta dei partner tecnologici è cruciale. Una struttura ricettiva, oggi, deve coprire ambiti diversi tra loro, che spaziano dalla connettività per la struttura stessa al Wi-Fi per gli ospiti, dai centralini alle infrastrutture cloud, dall’IT alla cybersecurity.
A far la differenza in questa complessità è la semplificazione. Un unico fornitore, affidabile, competente ed esperto, limita considerevolmente problematiche comuni quali un’infrastruttura frammentata, costi che crescono e tempistiche che si allargano.
In tal senso, noi di Planetel lavoriamo da anni al fianco delle aziende italiane come partner unico, con un’offerta all’avanguardia che copre tutta la filiera della trasformazione digitale.
Un’opportunità da preparare in tempo
Il Bando Turismo 2026 è una misura rilevante per il comparto ricettivo italiano. La combinazione tra fondo perduto e finanziamento agevolato offre condizioni che il mercato privato difficilmente replica, e l’obbligo di inserire la digitalizzazione dentro il piano spinge il settore verso un ammodernamento che molte imprese avrebbero dovuto, nel breve periodo, affrontare.
Se stai pianificando la digitalizzazione della tua struttura turistica, il consiglio è di portarti avanti per essere pronto nel momento di apertura dello sportello. Scrivici a [email protected] o chiamaci al 035 204461.