Data Center e rigenerazione urbana: da area industriale a spazio del dato

Tempo di lettura: 7'

Il nostro progetto di Padova è un esempio concreto di Data Center e rigenerazione urbana. Nasce dal recupero di un complesso industriale nella ZAI e diventa un’infrastruttura di prossimità da 1.200 m² per le imprese del Nord Est.

Nei mesi scorsi abbiamo raccontato le certificazioni ottenute e il raffreddamento a immersione che introdurremo progressivamente nella struttura. Qui, invece, partiamo dal luogo e dalle dinamiche che stanno alla base della scelta.

L’Edge Data Center di Padova in sintesi

Di seguito riportiamo i dati principali del progetto, così da avere un quadro ben chiaro prima di riprendere il discorso. La firma è di In-Site, società di ingegneria integrata specializzata nella progettazione di Data Center.

CaratteristicaDettaglio
PosizionePolo Planetel, zona industriale (ZAI) di Padova, via Vigonovese
Superficie1.200 m² complessivi, di cui 250 m² di uffici e locali per i clienti
Tipo di interventoRecupero di un complesso industriale esistente (brownfield)
Carico IT e capacità a regime1 MW, fino a 120 rack
Ridondanza2N su gruppi elettrogeni, impianti elettrici e meccanici
ConnettivitàDoppio anello ottico proprietario da 2×400 Gb/s, interconnessione diretta con VSIX Padova e MIX Milano, possibilità di terminare circuiti ottici di terze parti
Standard di progettoISO/IEC 22237:2024 (Availability Class 3, Protection Class 3) e ANSI/TIA-942-C:2024 (Rating 3), validazione As Design di Bureau Veritas
TierIII
EfficienzaPUE di progetto inferiore a 1,23, raffreddamento senza consumo d’acqua, fotovoltaico in copertura
PresidioNOC attivo H24 e sorveglianza con personale di sicurezza dedicato
Fine lavoriOttobre 2026

Le due certificazioni rilasciate da Bureau Veritas riguardano il progetto, cioè lo stato As Design. A breve, chiuso il cantiere, partirà la verifica sulla struttura costruita e, di conseguenza, arriveranno le certificazioni “Constructed Facility”.

Perché un Edge Data Center proprietario a Padova

Per noi Edge vuol dire prossimità fisica, capillarità e vicinanza agli utenti finali. In pratica, calcolo e storage si trovano a pochi chilometri dai professionisti e dalle aziende che quotidianamente ci affidano i loro dati.

Inoltre, un elemento che aggiunge valore al progetto è la vicinanza con il VSIX, l’Internet Exchange del Nord Est gestito dall’Università di Padova, quarto nodo di interscambio italiano per volume di traffico. Il nostro sito, dunque, è collegato direttamente al VSIX, così come al MIX di Milano, primo IXP in Italia.

Per un’azienda del territorio tutto ciò si traduce in vantaggi pratici. Da un lato, la latenza verso i servizi usati ogni giorno si abbassa; dall’altro, diventa possibile replicare dati e sistemi in un sito lontano da quello principale, come prevede qualsiasi piano di business continuity e disaster recovery fatto con criterio. Inoltre, i dati restano in Italia, in una struttura progettata e gestita da noi, monitorata 24 ore su 24 dal nostro NOC. Da ultimo, ciò rappresenta un facilitatore per chi deve documentare la propria resilienza, per esempio in vista degli obblighi della NIS2.

NIS2 scadenze 2026

Uno spazio del dato aperto a imprese e persone

Parlando del nostro Data Center, un’espressione che ci piace è “spazio del dato”, perché indica un progetto pensato come opera civile, capace di generare valore per le comunità e i territori in cui si trova.

Il Polo Planetel di Padova segue questa logica. Sarà il quartier generale di Planetel Nordest e delle nostre attività in Veneto. Dei suoi 1.200 m², ben 250 sono uffici e locali a disposizione dei clienti. Al centro, pertanto, ci sono le persone che useranno l’infrastruttura, oltre alle macchine.

Il nostro Presidente e AD Bruno Pianetti ha definito il Data Center di Padova “un presidio di prossimità. Non è solo il luogo dove vivono i dati, ma il punto in cui il digitale incontra le persone. Con questo intervento a Padova ripensiamo le infrastrutture digitali: distribuite, resilienti e integrate nei territori, capaci di trasformare lo spazio del dato in una risorsa collettiva”.

Data Center e rigenerazione urbana

Negli ultimi anni sono spuntati numerosi nuovi Data Center, che hanno occupato ettari di suolo e risorse, come mostrano i dati qui sotto. Noi abbiamo optato per una strada differente: a Padova abbiamo preso un complesso industriale esistente, dentro una zona produttiva già consolidata, e lo abbiamo trasformato in uno spazio di prossimità per server, dati e impianti.

Le ragioni sono diverse, ma di certo non si può ignorare l’impatto positivo che una scelta di questo tipo comporta anche in termini sociali, ambientali e di salvaguardia del territorio.

Il suolo consumato non torna indietro

Il Rapporto SNPA 2025 sul consumo di suolo restituisce una fotografia difficile. In Italia quasi 84 km² sono stati coperti da nuove superfici artificiali, il 16% in più rispetto all’anno precedente. Il consumo netto ha superato i 78 km², il valore più alto dell’ultimo decennio: circa 10.000 m² persi ogni ora.

Il Veneto, con l’11,86% di territorio consumato, è secondo solo alla Lombardia (12,22%). In aggiunta, nello stesso rapporto, compare una voce che ci tocca da vicino, in quanto i principali nuovi insediamenti di Data Center hanno occupato oltre 37 ettari, in prevalenza al Nord.

ISPRA, dunque, chiede di dare priorità assoluta al riuso delle aree già edificate, cominciando da quelle dismesse o degradate.

Il Veneto e i suoi capannoni vuoti

In Veneto gli edifici da recuperare non mancano. Un censimento, seppur di qualche anno fa, realizzato per Confartigianato contava nella regione più di 92.000 edifici industriali, di cui 11.000 vuoti, circa uno su otto.

Negli anni la Regione ha costruito una cornice normativa per rimetterli in gioco. Un esempio è la Legge regionale 14/2017, che punta a contenere il consumo di suolo, in linea con l’obiettivo europeo di un consumo netto pari a zero entro il 2050. Un’altra è la Legge regionale 14/2019, Veneto 2050, che incentiva la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente introducendo i crediti edilizi da rinaturalizzazione.

Il recupero del complesso nella ZAI di Padova per il nostro Edge Data center si inserisce anche negli obiettivi di queste norme.

Cosa comporta recuperare un edificio esistente

Costruire su un’area già artificiale evita di impermeabilizzare nuovo terreno. In una zona produttiva, poi, strade, allacci e reti di solito ci sono già, e l’intervento riporta in uso un volume che altrimenti resterebbe vuoto.

È chiaro che recuperare porta con sé qualche complicazione, specialmente in termini di adattamento a carichi e impianti che hanno poco a che vedere con quelli originari. Il progetto, inoltre, deve far convivere i vincoli dell’edificio con gli standard internazionali dei Data Center. Tuttavia, la validazione di Bureau Veritas conferma che a Padova questa convivenza regge.

Grazie alla competenza di In-Site, quindi, siamo riusciti a rigenerare un’area altrimenti dismessa, facendone un polo moderno, sostenibile e conforme agli standard previsti. La nostra esperienza e il nostro know how, invece, aggiungono affidabilità, sicurezza e prestazioni di massimo livello.

Sostenibilità: cosa succede dentro l’edificio

Rigenerare un edificio esistente è il primo passo. Il resto dipende da come il Data Center userà energia e risorse.

Il progetto prevede un PUE (Power Usage Effectiveness), ovvero il rapporto tra l’energia assorbita dall’intera struttura e quella usata dagli apparati IT, inferiore a 1,23. Come termine di confronto, la Global Data Center Survey 2026 di Uptime Institute indica una media mondiale di 1,52. Le strutture nuove con impianti di ultima generazione arrivano spesso a 1,3 o meno.

Il raffreddamento è progettato per funzionare senza consumare acqua, un tema sempre più presente quando si discute di Data Center. Sulla copertura troverà posto un impianto fotovoltaico.

Una parte del raffreddamento sarà affidata a vasche a immersione monofase (il cosiddetto Immersion Cooling), dove i server lavorano immersi in un fluido dielettrico che assorbe il calore direttamente dai componenti.

Raffreddamento a immersione Data Center

Il Data Center nel pianeta Governance di Planetel Universe

L’Edge Data Center di Padova è una delle infrastrutture su cui si regge Governance, uno dei tre pianeti di Planetel Universe. Universe è il percorso che abbiamo costruito per aiutare le aziende a trovare la soluzione giusta partendo dalle proprie esigenze.

Governance raccoglie i servizi per chi vuole un IT più semplice da gestire: dall’infrastruttura cloud IaaS alle soluzioni di backup e disaster recovery; dai servizi IT gestiti alla consulenza sistemistica.

Se stai valutando dove portare dati e applicazioni, o vuoi capire come la struttura di Padova può entrare nella tua infrastruttura, parliamone senza impegno. Il nostro team Cloud risponde allo 035 204461 e all’indirizzo [email protected] Puoi anche prenotare un incontro con un nostro specialista su universe.planetel.it.

Domande frequenti

Dove si trova l’Edge Data Center Planetel di Padova?

Si trova nel Polo Planetel, nella zona industriale (ZAI) di Padova, in via Vigonovese. La struttura ha una superficie complessiva di 1.200 m², di cui 250 m² destinati a uffici e locali per i clienti.

Perché l’Edge Data Center di Padova è un progetto di rigenerazione urbana?

Perché nasce dal recupero di un complesso industriale esistente invece che da una nuova costruzione su un terreno libero. In questo modo si limita il consumo di nuovo suolo e si riporta in uso un edificio già presente in un’area produttiva, in coerenza con gli obiettivi normativi.

Quali certificazioni ha ottenuto il Data Center di Padova?

Il progetto ha ottenuto da Bureau Veritas la validazione As Design secondo gli standard ISO/IEC 22237:2024 (Availability Class 3 e Protection Class 3) e ANSI/TIA-942-C:2024 (Rating 3). Dopo il completamento dei lavori (fine ottobre 2026) è prevista la verifica della struttura realizzata.

Quali sono le caratteristiche di sostenibilità del Data Center?

Il progetto prevede un PUE inferiore a 1,23, un raffreddamento che non consuma acqua e un impianto fotovoltaico in copertura. Una parte del raffreddamento sarà affidata a vasche a immersione monofase.

Come è collegato alla rete Planetel?

Attraverso un doppio anello ottico proprietario da 2×400 Gb/s, con interconnessione diretta al VSIX di Padova e al MIX di Milano. Nella struttura è possibile terminare anche circuiti ottici di terze parti.


Fonti

ISPRA-SNPA, «Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici», edizione 2025

Regione del Veneto, L.R. 14/2017 e L.R. 14/2019 «Veneto 2050»

Smart Land per Confartigianato, censimento dei capannoni del Veneto (2016)

Uptime Institute, Global Data Center Survey 2026

Università degli Studi di Padova, VSIX

Direttiva (UE) 2023/1791 e Regolamento delegato (UE) 2024/1364

Planetel, comunicato stampa del 5 dicembre 2025