Il Voucher Cloud e Cybersecurity è il contributo a fondo perduto del MIMIT che copre il 50% delle spese di PMI e lavoratori autonomi in servizi cloud e di sicurezza informatica, fino a un tetto di 20.000 euro. Dopo mesi passati senza una data certa, il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 ha finalmente chiuso il cerchio. La domanda si precompila dal 20 ottobre e si invia dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027.
Avevamo già raccontato il quadro generale della misura. Da allora sono cambiate due cose: l’elenco dei fornitori abilitati è stato chiuso e pubblicato, e lo sportello per le imprese ha finalmente un calendario.

Le date dello sportello
Lo sportello si articola in due momenti precisi, che è meglio segnarsi e non confondere. Te le riassumiamo in questa tabella:
| Fase | Apertura | Chiusura |
|---|---|---|
| Compilazione della domanda | ore 12.00 del 20 ottobre 2026 | nessun termine indicato dal decreto |
| Invio della domanda | ore 12.00 del 10 novembre 2026 | ore 12.00 del 20 gennaio 2027 |
La dotazione complessiva è di 150 milioni di euro a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Di questi, 71.065.813,34 euro sono riservati alle aree del centro-sud Italia.
La procedura è a sportello, in ordine cronologico di presentazione. Un vero e proprio click day insomma. Se le domande esauriscono le risorse prima del 20 gennaio, il Ministero chiude in anticipo e le istanze rimaste senza copertura restano sospese in attesa di eventuali economie.
Perché le tre settimane tra le due date contano
Dal 20 ottobre si entra in piattaforma con SPID, CIE o CNS, si inseriscono i dati, si caricano gli allegati e si genera il modulo di domanda in PDF non modificabile. Lo si firma digitalmente, lo si ricarica e il sistema rilascia un codice di predisposizione domanda.
Il 10 novembre l’invio consiste nel rientrare in piattaforma e inserire quel codice. Con il codice già generato la trasmissione richiede pochi istanti. Chi invece a novembre deve ancora raccogliere le offerte dai fornitori arriva in coda con settimane di ritardo, su una misura che assegna in ordine di arrivo.
Chi può richiedere il voucher
Possono accedere le PMI e i lavoratori autonomi che operano sull’intero territorio nazionale. Al momento della domanda serve un contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps. È bene sottolineare che la connettività è un requisito d’accesso, non una spesa finanziabile, dal momento che la fibra resta fuori dal perimetro del voucher.
Gli altri requisiti previsti dall’articolo 4 del decreto ministeriale 18 luglio 2025 sono:
- iscrizione al Registro delle imprese e stato “attiva”;
- pieno e libero esercizio dei propri diritti, senza liquidazione volontaria o procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
- regolarità rispetto all’obbligo assicurativo contro calamità naturali ed eventi catastrofali (articolo 1 comma 101 della legge 213/2023 e D.L. 39/2025);
- assenza di aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea e non rimborsati;
- attività fuori dai settori esclusi dal regolamento de minimis (UE) 2023/2831.
I lavoratori autonomi non tenuti all’iscrizione al Registro delle imprese devono avere la partita IVA e, dove serve per esercitare, l’iscrizione all’ordine professionale.
Ogni soggetto può presentare una sola domanda.
Quali spese rientrano e quali no
Il piano di spesa deve prevedere soluzioni nuove e aggiuntive rispetto a quelle già a disposizione, oppure soluzioni più avanzate e sicure di quelle in uso. In altre parole, il voucher finanzia un’implementazione o un miglioramento, non un rinnovo.
Di seguito riportiamo la categoria di servizi che rientrano tra le spese ammissibili.
| Categoria | Esempi indicati dal decreto |
|---|---|
| a) Hardware cybersecurity | Firewall, NGFW, router e switch, dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IDS/IPS) |
| b) Software cybersecurity | Antivirus e antimalware, monitoraggio reti, crittografia dei dati, SIEM, gestione delle vulnerabilità |
| c) Cloud IaaS e PaaS | Virtual machine, storage e backup, network & security (incluse VPN e servizi anti-DDoS), database |
| d) Cloud SaaS | Contabilità, HRM, ERP e workflow (anche con funzioni di intelligenza artificiale), CMS ed e-commerce, CRM, collaborazione e centralino virtuale (UCC e PABX) |
| e) Servizi professionali | Configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, entro il 30% del piano e sempre collegati a servizi delle altre categorie. |
Restano fuori, invece, tutti i prodotti e servizi con prestazioni analoghe a quelli già in uso, così come gli aggiornamenti di versione che non portano un miglioramento sostanziale. Allo stesso modo non saranno ritenuti idonei anche l’estensione di una licenza già posseduta e l’aumento del numero di postazioni o di utenze.
Modalità di acquisizione: acquisto diretto o abbonamento
L’acquisizione può avvenire in due modi, combinabili tra loro.
Con l’acquisto diretto le spese vanno sostenute e pagate entro 12 mesi dalla comunicazione del provvedimento di concessione. È previsto il pagamento diretto di uno o più prodotti e/o servizi agevolabili, anche tramite fatture di acconto, purché successive alla presentazione della domanda.
Con l’abbonamento la durata minima è di 24 mesi. Qualora il contratto durasse di più, sono ammissibili solo i canoni dei primi 24 mesi. L’abbonamento va sottoscritto dopo la presentazione della domanda ed entro 30 giorni dalla concessione, e la sottoscrizione va comunicata in piattaforma entro 60 giorni, pena la decadenza dalle agevolazioni.
È possibile combinare acquisto diretto e sottoscrizione di abbonamenti.
C’è, infine, un vincolo che non va sottovalutato. La modalità di acquisizione non si può cambiare dopo aver presentato la domanda. Chi ha indicato l’acquisto diretto, quindi, non può passare all’abbonamento, e viceversa.
Quanto vale davvero il contributo
Il contributo è pari al 50% delle spese ammissibili, in regime de minimis, con un massimo di 20.000 euro. Il piano di spesa non può scendere sotto i 4.000 euro.
I 4.000 euro sono la soglia minima del piano, non del contributo: su un piano da 4.000 euro il contributo è di 2.000 euro. Per arrivare al tetto dei 20.000 serve un piano da almeno 40.000 euro.
Come ti seguiamo noi di Planetel: dalla domanda alla tecnologia
Il voucher richiede due cose. Innanzitutto, serve un progetto tecnologico che regga la verifica del Ministero, cioè che dimostri un’innovazione o un miglioramento reale rispetto a ciò che l’azienda ha già. In secondo luogo, serve saper gestire una pratica amministrativa complessa, con una burocrazia rigida fatta di scadenze, dichiarazioni sostitutive di atto notorio, firma digitale, CUP e rendicontazione. Un bel casino insomma.
Noi vogliamo, e possiamo, supportare il cliente in entrambe queste fasi delicate. Come Planetel copriamo naturalmente il fronte dei servizi e delle soluzioni tecnologiche. Per la parte burocratica, invece, legata alla precompilazione e presentazione della domanda, mettiamo le aziende nelle competenti ed esperte mani di Muffin.
Planetel: La parte tecnologica
Siamo tra i fornitori iscritti all’elenco del MIMIT. I nostri servizi IaaS e PaaS sono qualificati ACN QC2, un livello superiore al QC1 minimo richiesto dalla misura, e la nostra infrastruttura è coperta dalle certificazioni ISO previste dal decreto.
Nel perimetro delle categorie ammissibili rientra la maggior parte del nostro portafoglio di servizi: IaaS e IaaS ibrida, storage, backup gestito e disaster recovery. Firewall e networking gestito, VPN e protezione anti-DDoS. SOC H24 e MDR-XDR, vulnerability assessment e penetration test, cyber threat intelligence, log management, incident response. Centralino virtuale e unified communication in modalità cloud, Microsoft 365 con la relativa gestione.
In aggiunta a ciò, se un’azienda sta già affrontando l’adeguamento alla direttiva NIS2 troverà una sovrapposizione interessante, poiché diverse misure richieste dalla normativa rientrano nelle categorie finanziabili dal voucher.

La parte burocratica, con il nostro partner Muffin
Muffin è una società specializzata in bandi e contributi, con una rete di consulenti tecnici interni altamente qualificati. Nel contesto del Voucher, è in grado di seguire la pratica dall’inizio alla fine: verifica dei requisiti, predisposizione della documentazione, compilazione e invio della domanda, gestione degli adempimenti successivi fino alla rendicontazione.
Un partner competente e un aiuto concreto per tutti coloro che non hanno già un consulente o una figura di riferimento a supporto della parte amministrativa.
Due competenze, due interlocutori per ottenere il massimo
Il vantaggio di questa proposta è evidente. Un’azienda non deve per forza trovarsi un consulente, coordinarlo con noi e fare da tramite tra due interlocutori che parlano linguaggi diversi. Planetel e Muffin si parlano direttamente: noi passiamo l’offerta con i codici e la descrizione tecnica, loro la incastrano nella modulistica.
La complessità richiede competenza e organizzazione. Noi ti proponiamo la soluzione per darti il massimo della qualità e dell’aiuto in entrambe le facce del Voucher, così da non lasciare nulla al caso.
Cresci con il Voucher, cresci con Planetel
Il 20 ottobre è dietro l’angolo. Se vuoi capire se la tua azienda rientra nei requisiti e quale progetto ha senso costruire, scrivici a [email protected] o chiamaci allo 035204461.
Domande frequenti
La compilazione della domanda apre alle ore 12.00 del 20 ottobre 2026. L’invio è possibile dalle ore 12.00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12.00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 20.000 euro per beneficiario. Il piano di spesa non può essere inferiore a 4.000 euro.
PMI e lavoratori autonomi che operano sul territorio nazionale e che al momento della domanda dispongono di un contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps, oltre agli altri requisiti previsti dall’articolo 4 del decreto ministeriale 18 luglio 2025.
No. Sono ammissibili solo soluzioni nuove e aggiuntive rispetto a quelle già a disposizione, oppure soluzioni più avanzate e sicure di quelle in uso. Restano esclusi gli aggiornamenti di versione senza miglioramento sostanziale, l’estensione di licenze già possedute e l’aumento del numero di postazioni o utenze.
Sì. La domanda richiede l’indicazione dei fornitori e dei codici identificativi dei servizi scelti, e va corredata dalle relative offerte. I fornitori devono essere iscritti nell’elenco del MIMIT definito con il decreto direttoriale del 29 luglio 2026.
Fonti ufficiali
- Sostegno alla domanda di servizi di cloud computing e cyber security (MIMIT)
- Decreto direttoriale 4 agosto 2026: termini e modalità di presentazione delle domande
- Decreto direttoriale 29 luglio 2026: elenco dei soggetti abilitati
- Decreto ministeriale 18 luglio 2025: disciplina degli interventi
- Elenco fornitori abilitati (Invitalia)
- FAQ ufficiali MIMIT, aggiornate al 2 settembre 2026