Connettività e dintorni: 10 concetti spiegati in modo facile

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FTTH, banda garantita, fibra dedicata, SIP trunk: le offerte di connettività usano termini tecnici che incidono direttamente su prestazioni, continuità operativa e costi. Questo glossario spiega i dieci concetti più utili per leggere un preventivo, confrontare soluzioni diverse e scegliere una connessione adatta alle esigenze di un’abitazione, di un professionista o, soprattutto, di un’azienda.

Se devi confrontare due offerte, concentrati soprattutto sui punti 1, 2, 3, 4 e 10: tecnologia di accesso, banda garantita, upload, condivisione della capacità e SLA. Se devi collegare più sedi o rendere la rete più resiliente, vai direttamente ai punti 6, 9 e 10. Per telefonia e collaborazione, il riferimento è il punto 8.

Cos’è la connettività?

La connettività è il servizio che collega una sede a Internet, ad altre sedi o a un data center. Il collegamento utilizza un mezzo fisico, come fibra ottica, rame o radio, mentre l’operatore ne gestisce il trasporto e l’instradamento. Per valutarlo correttamente non basta quindi guardare la velocità dichiarata: contano anche il mezzo utilizzato, il tratto condiviso, la banda garantita, i livelli di servizio e l’eventuale presenza di un collegamento di backup.

Al suo interno conviene distinguere due tratti. La rete d’accesso è il collegamento tra la sede del cliente e il primo punto della rete dell’operatore, il cosiddetto ultimo miglio. È qui che si decidono la tecnologia e buona parte delle prestazioni percepite in ufficio. La rete di trasporto, chiamata anche dorsale o backbone, è la rete ad alta capacità che unisce centrali, data center, POP (i siti tecnici dell’operatore) e punti di interscambio con gli altri operatori. Da lei dipende la qualità del percorso una volta che il dato ha lasciato la sede.

Alcuni termini al confine di questo mondo, come latenza, jitter, SLA e uptime, li abbiamo già approfonditi nel glossario Data Center, e qui li richiamiamo solo per l’aspetto che riguarda la linea. Per i servizi erogati in cloud, invece, rimandiamo al glossario Cloud.

1. La famiglia FTTx: FTTP, FTTH, FTTB, FTTC e FTTE

FTTx sta per Fiber To The x, cioè “fibra fino a”. La lettera finale, che nell’acronimo generale è rappresentata dalla variabile “x”, indica fino a dove arriva la fibra ottica prima di lasciare il posto a un altro mezzo. Le differenti lettere che sostituiscono la “x” creano una sigla specifica che determina velocità, stabilità e prestazioni reali di una linea.

FTTP (Fiber To The Premises)

FTTP è un termine generale che indica le architetture in cui la fibra arriva fino alla proprietà servita, senza fermarsi all’armadio stradale. A seconda del contesto, può comprendere la FTTH, quando la fibra raggiunge l’abitazione o la singola sede, e la FTTB, quando termina nell’edificio e l’ultimo tratto utilizza il cablaggio interno. La sigla è particolarmente diffusa nei Paesi anglosassoni e, da sola, non chiarisce sempre il punto esatto di terminazione: per confrontare due offerte è quindi utile verificare se il collegamento sia effettivamente FTTH o FTTB.

FTTH (Fiber To The Home)

Nella FTTH la fibra arriva fino all’interno della sede o dell’abitazione, dove termina in una borchia ottica collegata al modem. Tutta la tratta di accesso è in fibra, quindi non risente dei limiti tipici del doppino in rame, come il degrado delle prestazioni con la distanza dall’armadio e la qualità del cablaggio. Per questo, a parità di profilo e condizioni di rete, offre in genere velocità, stabilità e capacità superiori rispetto alle architetture miste fibra-rame.

FTTB (Fiber To The Building)

Nella FTTB la fibra si ferma all’edificio, di solito in un locale tecnico al piano terra. L’ultimo tratto fino all’ufficio o all’appartamento corre sul cablaggio interno, in rame o in cavo Ethernet. In questo caso possono incidere variabili legate alla distanza e allo stato della tratta finale. Se queste variabili non sono impattanti, le prestazioni sono vicine a quelle della FTTH.

FTTC o FTTCab (Fiber To The Cabinet)

Nella FTTC la fibra arriva al cabinet stradale, ossia l’armadio che si vede sui marciapiedi. Da lì alla sede finale si viaggia sul doppino telefonico in rame. Questa tecnologia comporta velocità nominali che arrivano fino a 200 Mbps in download, ma calano man mano che ci si allontana dall’armadio. L’upload resta contenuto, in genere intorno ai 20 Mbps.

È una soluzione meno performante delle precedenti perché diversi fattori ambientali e strutturali possono incidere sulle prestazioni, ma, per i privati, risulta nettamente migliore della vecchia adsl, mentre, per le aziende, può essere una soluzione secondaria, o di backup, affidabile ed efficiente.

FTTE (Fiber To The Exchange)

Nella FTTE la fibra si ferma in centrale e tutto il resto è rame. È l’architettura delle vecchie linee ADSL, con velocità fino a 20 Mbps in download, e oggi è in progressivo abbandono.

Dove arriva la fibra e cosa cambia

ArchitetturaFin dove arriva la fibraUltimo trattoCosa aspettarsi
FTTPAll’edificioCablaggio interno in rame o EthernetPrestazioni vicine alla FTTH se il cablaggio interno è adeguato
FTTHDentro la sedeFibraVelocità elevate e stabili, indipendenti dalla distanza
FTTBAll’edificioCablaggio interno in rame o EthernetPrestazioni vicine alla FTTH se il cablaggio interno è adeguato
FTTCArmadio stradaleDoppino in rameFino a 200 Mbps nominali, che calano con la distanza; upload limitato.
FTTECentraleRame per tutta la trattaFino a 20 Mbps, tecnologia in via di abbandono

Stando ai dati di marzo 2026, le linee FTTH sono il 36,1% degli accessi di rete fissa in Italia, in crescita del 19,7% su base annua. La FTTC resta la tecnologia più diffusa, con il 39,7%. Più di una linea fissa su tre (37,6%) è commercializzata con velocità pari o superiore a 1 Gbps.

Per orientarsi nelle pubblicità delle offerte di rete fissa, l’AGCOM impone un sistema di bollini colorati:

  • Verde: offerte su FTTH e FTTB, le uniche che possono usare la parola «fibra» da sola;
  • giallo architetture miste fibra-rame, come la FTTC, e per le FWA a banda ultra-larga (di cui parleremo nei capitoli successivi);
  • blu: offerte FWA con prestazioni da rete ad altissima capacità, tra cui almeno 1 Gbps in download e 200 Mbps in upload nelle ore di punta.
  • Rosso: rame e radio senza prestazioni a banda ultra-larga.

I bollini riguardano le comunicazioni rivolte al grande pubblico, non per forza i preventivi business su misura.

2. Banda garantita, «fino a» e rapporto di contesa

È il punto su cui, generalmente, si generano più equivoci. Vale, quindi, la pena entrare nel dettaglio.

Il significato di «fino a»

La velocità indicata con “fino a” è la velocità massima teorica della linea (detta anche banda nominale), raggiungibile in condizioni ideali quali: linea poco carica, apparati adeguati, nessun collo di bottiglia lungo il percorso, condizioni infrastrutturali e ambientali perfette. È un tetto teorico, che l’operatore indica nelle comunicazioni ma che, nella maggior parte dei casi, non è ottenuto. Non è questione di furbizia o di scarsa trasparenza; si tratta semplicemente di informare il consumatore della prestazione massima che la sua connettività può raggiungere.

Banda minima garantita (BMG)

La banda minima garantita indica la capacità minima che l’operatore si impegna contrattualmente a rendere disponibile secondo le condizioni previste dall’offerta. Nei contratti può essere espressa come valore assoluto oppure come percentuale della banda nominale. È quindi uno dei parametri principali da verificare, insieme ad ambito di applicazione, modalità di misurazione e livelli di servizio associati.

C’è poi un livello di tutela che vale per tutte le offerte di accesso a Internet da rete fissa. Il Regolamento UE 2015/2120 e la delibera AGCOM 156/23/CONS chiedono di riportare nella scheda di trasparenza tecnica la velocità minima, massima, normalmente disponibile e pubblicizzata, insieme al ritardo massimo e al tasso massimo di perdita dei pacchetti.

Attenzione però a non confondere i due valori. La velocità minima della scheda di trasparenza è una soglia di tutela per il cliente. La banda minima garantita è un livello di servizio che si paga e che va scritto nel contratto.

Rapporto di contesa

Il rapporto di contesa indica quanti utenti condividono la capacità disponibile in un tratto comune della rete. Quando più utenti trasmettono dati nello stesso momento, la quota effettivamente disponibile per ciascuno può ridursi. Un rapporto più favorevole limita questa variabilità; un rapporto 1:1 indica invece capacità riservata al singolo collegamento.

È il motivo per cui la stessa connessione può andare veloce alle otto del mattino e rallentare nel tardo pomeriggio. Un rapporto 1:1 significa capacità interamente riservata, ed è la condizione tipica dei collegamenti dedicati, i quali sono realizzati a progetto e, chiaramente, hanno costi superiori.

3. Velocità, simmetria, download e upload

La velocità, insieme alla tecnologia di accesso descritta al punto 1, è uno dei primi parametri considerati sia dai privati sia dalle aziende. Per valutarla correttamente occorre però distinguere tra download e upload e verificare se la connessione è simmetrica o asimmetrica.

La velocità di connessione

La velocità di una connessione indica la rapidità con cui i dati viaggiano tra il dispositivo del cliente e i server su internet. Si misura in bit al secondo: Mbps (megabit) e Gbps (gigabit, ovvero mille megabit).

Con tecnologie FTTH e FTTB si raggiungono comunemente valori espressi in Gbps, mentre con la FTTC e l’FTTE si parla esclusivamente di Mbps.

Download e Upload

Il download è la velocità con cui si ricevono i dati, per esempio quando si apre una pagina web, si scarica un file o si guarda un contenuto in streaming. L’upload è la velocità con cui si inviano i dati: un allegato, un backup, il proprio video e audio durante una call.

Per scegliere una connessione non basta osservare il download. L’upload determina la rapidità con cui si inviano allegati, backup e flussi audio-video durante una call. Nelle offerte rivolte ai privati è spesso inferiore al download, perché molte attività domestiche consistono soprattutto nel ricevere contenuti. Per professionisti e aziende, invece, backup verso il cloud o un data center esterno, videoconferenze, condivisione di file pesanti e accesso remoto ai server rendono la velocità di invio altrettanto importante.

Ecco perché, per la connettività B2B, vale la pena prestare attenzione anche all’upload e, se possibile, al concetto di connessione simmetrica.

Connessione simmetrica e asimmetrica

Una connessione è simmetrica quando upload e download hanno la stessa velocità, per esempio 1 Gbps in entrambe le direzioni. È asimmetrica quando l’upload è più basso, come nelle tipiche offerte che vediamo sui siti degli operatori.

La fibra simmetrica non è riservata esclusivamente al mercato aziendale. Planetel la propone anche ai privati che lavorano da casa, trasmettono contenuti online o caricano file di grandi dimensioni e hanno quindi bisogno di elevate prestazioni anche in upload.

4. Fibra dedicata e fibra condivisa

Prendiamo due linee FTTH. Esse possono avere la stessa sigla, eppure comportarsi in modo molto diverso. La differenza sta in chi utilizza la capacità lungo il percorso.

Fibra ottica condivisa

Un accesso condiviso utilizza porzioni di infrastruttura comuni a più clienti. La banda è normalmente indicata con la formula «fino a», gli SLA sono standard e i costi sono contenuti: è la configurazione tipica delle offerte residenziali e di numerose proposte business entry level. Nelle reti FTTH condivise è molto diffusa la tecnologia GPON, Gigabit Passive Optical Network: una fibra in partenza dalla centrale viene suddivisa tramite splitter per servire più utenze, tipicamente 32 o 64, che condividono la capacità disponibile in download e upload.

Fibra ottica dedicata

L’alternativa a un accesso GPON condiviso è un collegamento FTTH punto-punto, riservato al cliente lungo la tratta prevista dal servizio. Può offrire banda simmetrica e garantita, oltre a SLA con tempi di ripristino stringenti e, in molti casi, assistenza H24. Ha costi superiori e tempi di attivazione più lunghi, soprattutto quando sono necessari scavi e permessi per raggiungere la sede. La configurazione esatta, la banda garantita e i livelli di servizio devono comunque essere verificati nel contratto.

Fibra condivisa e fibra dedicata a confronto

AspettoCondivisaDedicata
Banda«Fino a», variabile con il carico della reteGarantita per intero
SimmetriaSpesso asimmetricaSimmetrica
SLAStandardTempi di ripristino definiti e stringenti
AttivazioneRapida dove la copertura esistePiù lunga, può richiedere lavori di posa
CostoContenutoPiù elevato
Profilo d’usoAbitazioni e uffici con esigenze ordinarieAziende con servizi critici, molte postazioni, collegamento tra sedi o verso un data center

5. Connettività radio: FWA, HiperLAN e ponti radio

Guardando soprattutto al B2B, non tutte le sedi sono raggiunte dalla fibra. A fine 2023 le PMI con disponibilità di FTTH erano il 49%, contro il 59,6% delle abitazioni, e la quota scendeva al 42% nelle aree con una sola impresa. Nelle zone industriali periferiche e nelle aree a bassa densità la radio è spesso la strada più rapida e conveniente per avere banda ultra-larga.

FWA (Fixed Wireless Access)

La FWA, conosciuta anche come connettività radio, collega la sede del cliente alla rete attraverso un’antenna installata sull’edificio, che dialoga via radio con una stazione base a sua volta collegata in fibra. A marzo 2026 le linee FWA erano il 13,3% degli accessi fissi in Italia. Le prestazioni dipendono dalle frequenze usate, dalla visibilità tra antenna e stazione e dal numero di utenti che condividono la stessa cella.

HiperLAN

HiperLAN è lo standard europeo per la trasmissione radio nella banda a 5 GHz di uso collettivo, che non richiede una licenza esclusiva. È la tecnologia su cui si basano molte reti radio a banda ultra-larga per le aree non coperte dalla fibra, compresa la nostra rete Planetel Wifox. Funziona sia in modalità punto-multipunto, con una stazione che serve più clienti, sia in punto-punto.

Ponti radio punto-punto con frequenze licenziate

Un ponte radio punto-punto (PTP) collega due punti in visibilità reciproca con un fascio dedicato. Quando usa frequenze licenziate, assegnate in uso esclusivo all’operatore, è al riparo dalle interferenze di altri sistemi e offre prestazioni stabili e capacità riservata. In pratica, per molte aziende diventa l’equivalente radio di un collegamento in fibra dedicata.

La radio è utile e molto utilizzata anche come linea di backup, poiché segue un percorso fisico diverso dalla fibra e non risente di un guasto al cavo interrato. Ne parliamo più nel dettaglio al punto 10.

6. Layer 2, Layer 3 e punto di consegna

I “layer” sono i livelli del modello con cui si descrive il funzionamento delle reti. Per un glossario introduttivo come questo, ci basta focalizzarci sui due principali.

Erogazione in Layer 2

In Layer 2 l’operatore trasporta il traffico tra due o più punti senza gestire l’indirizzamento e l’instradamento del cliente. Le sedi collegate possono così comportarsi come parti della stessa rete locale, mentre indirizzi, regole e percorsi restano sotto il controllo del cliente. È una soluzione tipica per collegare stabilimenti tra loro o una sede ai propri server ospitati in un data center.

Erogazione in Layer 3

In Layer 3 l’operatore consegna una rete instradata, il che significa che assegna gli indirizzi IP, gestisce l’instradamento e porta il traffico verso Internet o verso le altre sedi. Il cliente riceve un servizio pronto all’uso e si occupa meno della parte di rete, con un controllo meno diretto sul percorso dei dati.

Punto di consegna (o di demarcazione)

Il punto di consegna è l’interfaccia fisica dove finisce la responsabilità dell’operatore e inizia quella del cliente. Di solito è una porta Ethernet, ottica o elettrica, sull’apparato di terminazione installato in sede. Tutto ciò che viene dopo è a carico del cliente, salvo servizi gestiti quali cablaggio interno, switch, firewall, access point.

Conoscere questo concetto evita discussioni quando qualcosa non funziona, perché se il guasto è a monte del punto di consegna l’intervento spetta all’operatore, se è a valle, invece, se ne deve occupare il cliente (salvo disposizioni diverse a livello contrattuale).

7. Indirizzi IP: statico e dinamico, IPv4 e IPv6

L’indirizzo IP è l’identificativo numerico assegnato a un dispositivo o all’interfaccia con cui una sede si presenta sulla rete. Come un indirizzo postale, permette di individuare una destinazione e di instradare correttamente le comunicazioni.

IP dinamico e IP statico

Un IP dinamico viene assegnato dall’operatore e può cambiare a ogni riconnessione o periodicamente. Per navigare o per le esigenze base va benissimo.

Un IP statico resta sempre lo stesso e diventa necessario quando la sede deve essere raggiungibile dall’esterno in modo stabile. È ideale per un server o un sistema di videosorveglianza consultabile da remoto, una VPN tra sedi, il controllo a distanza di impianti e macchinari, oppure l’accesso a servizi di fornitori che autorizzano solo indirizzi specifici.

Nella scheda di trasparenza tecnica, di cui abbiamo parlato in precedenza, c’è un dettaglio da controllare in tal senso. Se l’indirizzo IP è privato, infatti, la sede esce su Internet attraverso un indirizzo condiviso con altri clienti e non è raggiungibile direttamente dall’esterno.

IPv4 e IPv6

IPv4 è lo standard storico del protocollo Internet, il sistema fondamentale che permette ai dispositivi di connettersi e comunicare tra loro su una rete. Ha un formato a 32 bit ma presenta limitazioni in termini di disponibilità. Sono possibili circa 4,3 miliardi di combinazioni, che non bastano più. In Europa gli indirizzi IPv4 liberi sono esauriti.

Per superare il limite degli indirizzi IPv4 è stato introdotto IPv6, che utilizza indirizzi a 128 bit e offre uno spazio di indirizzamento enormemente più ampio. IPv6 convive oggi con IPv4 nella maggior parte delle reti, perché la transizione tra i due protocolli è ancora in corso.

NAT

Il NAT (Network Address Translation) è il meccanismo che permette a più dispositivi con indirizzi privati di uscire su Internet con un unico indirizzo pubblico. Lo svolge il router di sede, ed è il motivo per cui un ufficio con cinquanta postazioni può avere un solo IP pubblico.

8. VoIP, SIP trunk, centralino virtuale e qualità della voce

La telefonia aziendale oggi passa quasi interamente dalla rete dati ed è per questo che entra a pieno titolo in un glossario sulla connettività.

VoIP

Il VoIP (Voice over IP) è la tecnologia che trasporta la voce sotto forma di pacchetti di dati, sulla stessa rete usata per navigare, al posto della linea telefonica tradizionale. Il protocollo più diffuso per gestire le chiamate è il SIP (Session Initiation Protocol).

SIP trunk

Il SIP trunk è un insieme di linee telefoniche virtuali che l’operatore consegna via Internet o via rete dedicata a un centralino IP installato in azienda. Si dimensiona in base al numero di chiamate contemporanee che deve sostenere.

Centralino virtuale (PBX in cloud)

Il centralino virtuale è un centralino ospitato nel data center dell’operatore e configurabile da web. Gestisce interni, code, trasferimenti, risponditori e orari senza apparati da mantenere in sede, e funziona con telefoni IP, computer e smartphone.

Unified Communications

Con Unified Communications si indica l’integrazione in un’unica piattaforma di voce, videochiamate, chat, presenza e numero aziendale su mobile.

QoS e qualità della linea

La qualità di una telefonata VoIP dipende dalla rete su cui viaggia. La voce soffre soprattutto il jitter, cioè la variazione nei tempi di arrivo dei pacchetti, e il packet loss, la percentuale di pacchetti che si perdono lungo il percorso. Anche valori di perdita molto bassi si traducono in parole tagliate e voce metallica. Va tenuta d’occhio anche la latenza, che insieme al jitter abbiamo spiegato per esteso nel glossario Data Center.

La QoS (Quality of Service) è l’insieme di regole che assegna priorità al traffico più sensibile. La voce passa davanti a download e backup, che possono tollerare qualche millisecondo di attesa. Su una linea senza QoS una telefonata compete alla pari con un aggiornamento di sistema da diversi gigabyte.

9. Collegare più sedi: VPN, MPLS e SD-WAN

Quando un’azienda ha più sedi, la questione riguarda anche il modo in cui le sedi parlano tra loro e con il data center, oltre alla qualità della singola linea.

VPN

Una VPN (Virtual Private Network) crea un tunnel cifrato attraverso Internet. Nella versione site-to-site collega stabilmente due sedi. Nella versione ad accesso remoto permette a un collaboratore fuori ufficio di lavorare come se fosse in sede. Costa poco, perché usa linee esistenti, ma le prestazioni dipendono dalla qualità di Internet lungo il percorso. Sul fronte della sicurezza degli accessi rimandiamo al glossario Cybersecurity.

MPLS

Una rete MPLS (Multiprotocol Label Switching) è una rete privata costruita sull’infrastruttura dell’operatore. Il traffico delle sedi resta separato da Internet e viene instradato con percorsi e priorità definiti. Offre prestazioni prevedibili e QoS per classi di traffico. È meno flessibile da modificare e tradizionalmente più costosa.

SD-WAN

Quando una sede dispone di più collegamenti, la SD-WAN (Software-Defined Wide Area Network) li governa da un’unica console centralizzata. Può gestire fibra, radio e reti mobili 4G o 5G, scegliere per ogni applicazione il percorso più adatto, applicare priorità e regole di sicurezza uniformi e spostare automaticamente il traffico su un’altra linea in caso di guasto.

La SD-WAN lavora sulle linee disponibili e non ne aumenta la capacità. Con collegamenti deboli aiuta a individuare dove nasce il problema, che però va risolto sulla linea.

10. SLA, uptime e ridondanza d’accesso

Per un’azienda che non può permettersi di restare offline, è la voce che pesa di più nella scelta.

SLA e uptime

Lo SLA (Service Level Agreement) è l’accordo che fissa per contratto i livelli di servizio dell’operatore. L’uptime è la disponibilità del servizio espressa in percentuale su base annua. Un 99,95% annuo, per esempio, ammette al massimo circa 4 ore e 23 minuti di disservizio in un anno. Il dettaglio di entrambi i concetti è nel glossario Data Center.

Nella connettività contano soprattutto quattro aspetti dello SLA:

  1. i tempi di presa in carico e di ripristino dei guasti;
  2. se quei tempi sono calcolati in ore lavorative o solari: otto ore lavorative, con un guasto segnalato il venerdì sera, possono voler dire un ripristino lunedì pomeriggio;
  3. gli orari dell’assistenza, che non sempre copre weekend e festivi;
  4. le penali previste se i tempi non vengono rispettati.

Ridondanza d’accesso e failover

La ridondanza consiste nell’avere un secondo collegamento pronto a subentrare quando il primo si interrompe. Il failover è il passaggio automatico dall’uno all’altro, gestito dal router o da una SD-WAN, senza che gli utenti debbano intervenire.

Una ridondanza efficace richiede che i due collegamenti non condividano gli stessi punti critici. Una seconda linea che utilizza il medesimo cavidotto, armadio o percorso della prima può interrompersi nello stesso momento. Per questo il backup impiega spesso una tecnologia diversa dalla linea principale, come radio o rete mobile accanto alla fibra, e un percorso fisico separato. Nei contesti più critici può essere opportuno ricorrere anche a un altro operatore, dopo avere verificato che l’infrastruttura sottostante sia realmente distinta.

Perché affidarsi alla connettività di Planetel

Planetel gestisce una rete proprietaria in fibra ottica di oltre 3.500 km, strutturata su un doppio anello ottico ad alta capacità e interconnessa con il MIX di Milano e il VSIX di Padova. Nelle aree non raggiunte direttamente dalla fibra, la copertura può essere completata con la rete radio Wifox, ponti radio dedicati o infrastrutture di altri operatori, in funzione della sede e dei requisiti del cliente.

È l’impostazione che abbiamo seguito, per esempio, al Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso, dove abbiamo portato fibra dedicata punto-punto in configurazione ridondata, con banda simmetrica e SLA garantiti.

Il NOC Planetel presidia la rete 24 ore su 24. In caso di problema, il cliente entra in contatto con il team tecnico che gestisce quotidianamente l’infrastruttura. Tempi di presa in carico e ripristino sono definiti nel contratto in base al servizio e alla priorità del guasto.

Se stai valutando una nuova connessione per la tua azienda o vuoi migliorare quella attuale, il punto di partenza è verificare copertura, banda in upload e download, banda minima garantita, SLA e reale diversità dell’eventuale linea di backup. Possiamo analizzare insieme questi elementi e confrontarli con le esigenze operative della sede. Puoi scrivere a [email protected] oppure chiamare lo 035 204070.

FAQ Glossario Connettività: le domande più frequenti

In questa sezione rispondiamo ad alcune delle domande che riceviamo più spesso quando si parla di connettività aziendale.

Qual è la differenza tra FTTH e FTTC?

Con la FTTH la fibra ottica arriva fino all’interno della sede o dell’abitazione, senza tratti in rame. Con la FTTC la fibra si ferma all’armadio stradale e l’ultimo tratto viaggia sul doppino telefonico in rame. La FTTH offre velocità più alte e stabili, che non dipendono dalla distanza, mentre sulla FTTC le prestazioni calano man mano che ci si allontana dall’armadio e l’upload resta contenuto.

Cosa significa banda minima garantita?

È la capacità che l’operatore si impegna a rendere sempre disponibile al cliente, anche quando la rete è più carica. Si distingue dalla velocità massima, indicata con la formula «fino a», che rappresenta un valore teorico raggiungibile solo in condizioni ideali. Nelle connessioni aziendali la banda minima garantita è il parametro che descrive ciò che si sta acquistando davvero e va verificata nel contratto.

Cosa vuol dire connessione simmetrica?

Una connessione è simmetrica quando la velocità in upload è uguale a quella in download, per esempio 1 Gbps in entrambe le direzioni. Le connessioni asimmetriche, come molte linee FTTC, hanno un upload molto più basso del download. Per un’azienda la simmetria conta perché backup verso il cloud, videoconferenze, condivisione di file e accesso remoto ai server in sede dipendono dalla velocità di invio dei dati.

Quando serve una fibra dedicata?

Una fibra dedicata serve quando la connessione regge attività che non possono rallentare o fermarsi, come un gestionale in cloud usato da tutta l’azienda, il centralino, il collegamento tra sedi o verso un data center e la presenza di molte postazioni attive in contemporanea. Rispetto a un accesso condiviso offre banda garantita per intero, connessione simmetrica e SLA con tempi di ripristino definiti. Ha costi più elevati e può richiedere tempi di attivazione più lunghi se servono lavori di posa.

Cos’è il VoIP e come funziona un centralino virtuale?

Il VoIP (Voice over IP) è la tecnologia che trasporta la voce sulla rete dati sotto forma di pacchetti, al posto della linea telefonica tradizionale. Un centralino virtuale è ospitato nel data center dell’operatore e si configura da web: gestisce interni, code, trasferimenti e risponditori senza apparati in sede e funziona con telefoni IP, computer e smartphone. La qualità delle chiamate dipende dalla qualità della connessione su cui viaggiano.

Quando conviene la connettività radio rispetto alla fibra?

La connettività radio conviene quando la fibra non raggiunge la sede o quando tempi e costi di posa sono troppo elevati, situazione frequente nelle aree industriali periferiche e nelle zone a bassa densità. È utile anche come linea di backup, perché segue un percorso fisico diverso da quello della fibra. I ponti radio punto-punto su frequenze licenziate offrono prestazioni stabili e banda dedicata, adatte anche a esigenze aziendali elevate.

Cos’è la SD-WAN e a cosa serve?

La SD-WAN (Software-Defined Wide Area Network) è una tecnologia che gestisce via software più collegamenti di una o più sedi, come fibra, radio e rete mobile, da un’unica console centralizzata. Per ogni applicazione sceglie il percorso più adatto, applica priorità e regole di sicurezza e sposta automaticamente il traffico su un’altra linea in caso di guasto. Serve soprattutto alle aziende con più sedi che vogliono governare la rete in modo uniforme.

Cosa garantisce uno SLA su una connessione aziendale?

Uno SLA (Service Level Agreement) fissa per contratto i livelli di servizio che l’operatore si impegna a rispettare: disponibilità annua della linea, tempi di presa in carico e di ripristino dei guasti, orari dell’assistenza ed eventuali penali in caso di mancato rispetto. Nel confrontare due offerte conviene verificare se i tempi di ripristino sono espressi in ore lavorative o solari e se l’assistenza è attiva anche nei weekend e nei festivi.

Fonti

AGCOM, Osservatorio sulle comunicazioni n. 2/2026, dati a marzo 2026.

AGCOM, delibera n. 292/18/CONS, come modificata dalla delibera n. 207/26/CONS del 29 luglio 2026.

AGCOM e Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, Indagine sulla connettività FTTH delle PMI italiane, dati al 31 dicembre 2023.